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	<title>Le fotografie da collezione - Il Magazine</title>
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	<description>Uno sguardo sempre aggiornato sulle stampe da collezione e sulle nuove tendenze dell&#039;immagine. Per amanti della fotografia e dell&#039;Interior Design.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 May 2013 09:29:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Compattina, iPhone e iPad: il nuovo fototurismo di distrazione globale</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 09:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esploratori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Avallone]]></category>
		<category><![CDATA[fototurismo]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[ di alice avallone Qualche settimana fa sono stata ai Musei Vaticani. Era la mia prima volta, e finalmente potevo coronare questo desiderio di vedere gli affreschi della Cappella Sistina, dopo averli studiati sui libri al liceo, visti analizzare in tutte le salse da Alberto Angela e ripresi dietro Zuckerberg e signora durante il loro viaggio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg"><img class=" wp-image-634 alignnone" title="blog sulla fotografia" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg" alt="blog sulla fotografia" width="11" height="11" /></a> di <a href="http://www.nastenka.it/" target="_blank">alice avallone</a></p>
<p>Qualche settimana fa sono stata ai Musei Vaticani. Era la mia prima volta, e finalmente potevo coronare questo desiderio di vedere gli affreschi della Cappella Sistina, dopo averli studiati sui libri al liceo, visti analizzare in tutte le salse da Alberto Angela e ripresi dietro Zuckerberg e signora durante il loro viaggio di nozze.<br />
Ho così prenotato online, saltato tanta coda e <strong>iniziato il lunghissimo percorso che precede la cappella con la mia macchina digitale al collo.</strong></p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3640/il-nuovo-fototurismo/foto_turisti_vaticano_1/" rel="attachment wp-att-3641"><img class="size-full wp-image-3641 alignnone" title="musei vaticani" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/foto_turisti_vaticano_1.jpg" alt="musei vaticani" width="530" height="744" /></a></p>
<p>Non c&#8217;è che dire, il percorso per arrivare alla Cappella Sistina è stato costruito bene: si possono prendere brevi scorciatoie, ma non si può evitare. La mappa dei Musei Vaticani avverte che una volta arrivati<strong> dentro, non sarà possibile fare con nessun mezzo le foto.</strong><br />
Cerco di cancellare l&#8217;informazione, ma inevitabilmente vengo presa dallo sconforto: come farò a portare a casa belle foto di quegli affreschi? Avrei lasciato quantomeno una foto su Facebook via Instagram e me ne sarei bullata con i miei amici e conoscenti. Man mano che cammino e mi muovo di sala in sala, le persone si accalcano sempre di più. E&#8217; così per tutti: la necessità di fotografare ogni dettaglio è impellente, anche se si porta a casa una foto di teste e di un muro in fondo, come la signora francese qui sotto. <strong>C&#8217;è una sorta di dovere di testimonianza, di “io c&#8217;ero”.</strong></p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3640/il-nuovo-fototurismo/foto_turisti_vaticano_2/" rel="attachment wp-att-3645"><img class="size-full wp-image-3645 alignnone" title="foto ai musei" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/foto_turisti_vaticano_2.jpg" alt="foto ai musei" width="530" height="734" /></a></p>
<p>Le persone sono quasi alienate. Non capiscono più niente davanti a beni universalmente conosciuti.<br />
La maggior parte dimentica anche la buona educazione, anche davanti ad opere d&#8217;arte chiaramente immobili e scorci di Roma dalle finestre. E&#8217; una sindrome che ci contagia tutti, nessuno escluso.<br />
Succede davanti alla Torre di Pisa, a Notre Dame, al Duomo di Milano, sull&#8217;Empire, al Colosseo. E così mi sono chiesta: <strong>come era una volta la fruizione dell&#8217;arte senza alcun apparecchio che potesse riprenderla?</strong> Perché preferiamo una foto mossa con il nostro zoom digitale piuttosto che un bel libro fotografico o una stampa su quel capolavoro?<br />
Il consumo dell&#8217;arte è diventato veloce e lo “sfogliamo” come fossero una serie di pagine web. Siamo distratti, abbiamo più fretta, non ci soffermiamo a capire. Paradossalmente, con una macchina fotografica in mano, <strong>tutto diventa più superficiale.</strong></p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3640/il-nuovo-fototurismo/foto_turisti_vaticano_3/" rel="attachment wp-att-3644"><img class="alignnone size-full wp-image-3644" title="musei di roma" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/foto_turisti_vaticano_3.jpg" alt="musei di roma" width="530" height="733" /></a></p>
<p>Ho visto coppie di arzilli signori attempati spagnoli che, ciascuno con il proprio mezzo, fianco a fianco, fotografava la stessa cosa. Ho visto un signore tedesco che per tutti i grandi corridoi non solo scattava foto da una parte con l&#8217;iPhone, ma con l&#8217;altra mano riprendeva anche il percorso fatto a piedi con l&#8217;iPad.<br />
Quale sarà poi la fruizione di questo materiale? Lo faranno vedere alla vecchia nonna sul divano? Oppure lo caricheranno su YouTube diffondendo poi il link tra gli amici? La macchina fotografica, e più in generale qualsiasi obbiettivo con noi, <strong>da una parte aliena e cancella il dialogo tra le persone sul momento</strong>, e dall&#8217;altra favorisce la condivisione di un&#8217;esperienza una volta arrivati a casa. Di uno strumento che serve per fermare ricordi più belli e importanti, ne abbiamo fatto un aspirapolvere che tira su tutto.</p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3640/il-nuovo-fototurismo/foto_turisti_vaticano_4/" rel="attachment wp-att-3642"><img class="size-full wp-image-3642 alignnone" title="cappella sistina" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/foto_turisti_vaticano_4.jpg" alt="cappella sistina" width="530" height="383" /></a><br />
Per il bene di noi turisti, dovrebbero vietare l&#8217;ingresso a qualsiasi apparecchio che possa riprendere o fotografare. Sarebbe una soluzione a questo brutto vizio che è cresciuto in noi, con il crescere della libertà di fotografare con mezzi davvero semplici.<br />
<strong>Il digitale ci ha legittimati alla produzione indiscriminata di contenuti.</strong> Non appena varcata la soglia dell&#8217;ingresso della Cappella Sistina, due carabinieri chiedono in romanaccio di mettere in borsa qualsiasi cosa che possa scattare foto. C&#8217;è addirittura una voce metallica che avverte dall&#8217;alto, rovinando completamente l&#8217;atmosfera. Là dove dovrebbe esserci silenzio, riflessione e incanto, c&#8217;è invece nervosismo, pressione e contenimento della mala educazione che abbiamo ancora tutti per i luoghi di culto.<br />
Non dovremmo nemmeno provare l&#8217;impulso di prendere la macchina fotografica e scattare, e invece è la prima cosa a cui pensiamo. <strong>La priorità è avere la propria versione della Cappella Sistina</strong> (con grande ansia di arrivarci, passando distrattamente davanti a tutte le altre opere) e non quella di fermarsi a meditare su quanto siamo piccoli davanti a queste meraviglie. Anche all&#8217;interno delle sale con le pitture di Raffaello antistanti, le persone erano più concentrate a rivedere le foto fatte fino a quel momento, piuttosto che lo splendore dei soffitti.</p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3640/il-nuovo-fototurismo/foto_turisti_vaticano_5/" rel="attachment wp-att-3643"><img class="alignnone size-full wp-image-3643" title="cappella sistina" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/foto_turisti_vaticano_5.jpg" alt="cappella sistina" width="530" height="755" /></a></p>
<p>E io, con loro. <strong>Inevitabilmente attratta da questo nuovo fenomeno ancora troppo sottovalutato.</strong></p>
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		<title>Come fotografare New York. L&#8217;Applicazione con i consigli pratici e più di 200 foto commentate.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide Esperte]]></category>
		<category><![CDATA[Manuali]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Zullo]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Peter Zullo è la nostra guida esperta su New York. E&#8217; un fotografo specializzato nella fotografia di viaggio, trascorre molto tempo a New York dove ha scattato migliaia di foto. Fotografare a New York è un&#8217;Applicazione per tablet con tutti gli insegnamenti per fotografare la Grande Mela. FOTOGRAFARE A NEW YORK è in vendita su iTunes Store Sono cresciuto sognando New [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3604/fotografare-new-york/foto_new_york/" rel="attachment wp-att-3612" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3612" style="margin-right: 5px;" title="fotografare new york" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/foto_new_york.jpg" alt="fotografare new york" width="74" height="90" /></a><strong><a href="http://www.sevendays-in.com/open/fotografi/peter-zullo.html">Peter Zullo </a></strong>è la nostra <strong><a href="http://www.sevendays-in.com/shop/guide-esperte.html" target="_blank">guida esperta</a> </strong>su New York.<br />
E&#8217; un fotografo specializzato nella fotografia di viaggio, trascorre molto tempo a New York dove ha scattato migliaia di foto</span></em>. <em><strong><a href="https://itunes.apple.com/us/app/fotografare-a-new-york/id638695947?mt=8&amp;ign-mpt=uo%3D4" target="_blank">Fotografare a New York</a></strong> è un&#8217;Applicazione per tablet con tutti gli insegnamenti per fotografare la Grande Mela. </em><strong><a href="https://itunes.apple.com/us/app/fotografare-a-new-york/id638695947?mt=8&amp;ign-mpt=uo%3D4" target="_blank">FOTOGRAFARE A NEW YORK è in vendita su iTunes Store</a></strong></p>
<p>Sono cresciuto sognando <strong>New York</strong>. Tra i racconti del mio papà che ci andava per lavoro e quelli di mio zio, emigrato alla fine degli anni 60, che realizzava costumi per gli spettacoli di Broadway. Nella mia cameretta, assieme ai poster di qualche giocatore, c’era appesa una <strong>gigantografia di lower Manhattan</strong>. La prima volta che ci sono andato ho provato un’emozione fortissima. Era la <strong>realizzazione di un sogno</strong>.</p>
<div id="attachment_3607" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3604/fotografare-new-york/new-york-2009-2/" rel="attachment wp-att-3607"><img class="size-full wp-image-3607" title="Fotografare New York" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/3Colors-New-York-by-Peter-Zullo.jpg" alt="Fotografare New York" width="530" height="354" /></a>
<p class="wp-caption-text">Young people kissing in Times Square, Peter Zullo</p>
</div>
<p>L’impatto è stato duro. Mi sentivo piccolo e spaesato, in mezzo a fiumi di persone che invece sapevano esattamente dove erano e dove stavano andando. Ma piano piano l’ho cominciata a conoscere e ad amare. Ad apprezzarne i pregi e a sopportarne i tanti difetti. E oggi quando da lontano vedo il suo profilo ho una <strong>sensazione come di ritornare a casa</strong>. E proprio come la prima, ogni volta è nuovamente la realizzazione di un sogno.</p>
<div id="attachment_3606" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3604/fotografare-new-york/new-york-2009/" rel="attachment wp-att-3606"><img class="size-full wp-image-3606" title="Parchi New York" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/2Chairs-forest-New-York-by-Peter-Zullo.jpg" alt="Parchi New York" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">Bryant Park, Peter Zullo</p>
</div>
<p>In molti mi chiedono che gusto ci sia a ritornare per l’ennesima volta nella stessa città. Chi fa questa domanda non è mai stato a New York. O l’ha vissuta in maniera superficiale. New York non ha grandi monumenti o attrazioni particolari (se escludiamo i bellissimi musei). Quando si va (o si torna) a New York si vuole <strong>vivere un’esperienza</strong>. Godere della città, delle persone, della cucina, degli eventi. Restare senza fiato sospesi nel cielo ad ammirare il panorama su una terrazza di un grattacielo. E più la si conosce e più ci si trova a proprio agio a districarsi tra le infinite opportunità che offre. <strong>Elliot Erwitt</strong> che firma le copie dei sui libri. <strong>Martin Scorsese</strong> che al cinema risponde alle domande dopo la proiezione del suo ultimo film. <strong>Dustin Hoffman</strong> che guarda insieme a te la partita dei Knicks.</p>
<div id="attachment_3608" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3604/fotografare-new-york/young-people-walking-with-umbrella-on-the-broklyn-brige-with-snow/" rel="attachment wp-att-3608"><img class="size-full wp-image-3608" title="Ponte di Brooklyn" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/4Brooklyn-Bridge-Net-New-York-by-Peter-Zullo.jpg" alt="Ponte di Brooklyn" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">Young people walking with umbrella on the Broklyn Brige with snow, Peter Zullo</p>
</div>
<p><strong>New York è poi eccezionale per chi ama fotografare</strong>. Certo non è facile. Parliamo infatti di una delle città più fotografate in assoluto. Ed è tutto così grande e pieno di contrasti (anche di luce) che essere bravi e originali è veramente difficile. Gli stimoli e le possibilità sono però senza fine. In ogni strada e dietro ogni angolo.<br />
E allora con un po’ di attenzione e qualche conoscenza tecnica potremo realizzare tante belle foto. È per questo che ho pensato di scrivere “<strong><a href="https://itunes.apple.com/us/app/fotografare-a-new-york/id638695947?mt=8&amp;ign-mpt=uo%3D4" target="_blank">Fotografare a New York</a></strong>”. Volevo condividere la mia esperienza di fotografo e la mia conoscenza della città con chi sia accinge a vistarla, fornendo consigli pratici su dove e quando andare nella Grande Mela e su come fotografarla.<br />
Ho cercato di scrivere in modo semplice e anche di essere più preciso possibile riguardo i luoghi che racconto (con i collegamenti diretti ai siti internet e alle mappe) perché so per esperienza che all’inizio può essere difficile visualizzare i diversi luoghi all’interno di una città così grande.</p>
<div id="attachment_3605" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3604/fotografare-new-york/times-square-redemption/" rel="attachment wp-att-3605"><img class="size-full wp-image-3605" title="Times Square New York" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/1Times-Square-Redemption-New-York-by-Peter-Zullo.jpg" alt="Times Square New York" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">Times Square Redemption, Peter Zullo</p>
</div>
<p>Ho poi inserito<strong> più di 200 foto, </strong>tutte commentate, perché il miglior modo per accrescere la propria abilità fotografica è imparare ad osservare. Che non significa copiare, ma capire.<br />
Solo così con i nostri scatti, potremo raccontare la nostra individuale esperienza di viaggio e provare a catturare l’essenza del luogo che abbiamo visitato.</p>
<p><strong><a href="https://itunes.apple.com/us/app/fotografare-a-new-york/id638695947?mt=8&amp;ign-mpt=uo%3D4" target="_blank">FOTOGRAFARE A NEW YORK per iPad e iPhone è in vendita su iTunes Store </a></strong></p>
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		<title>Fotografia Europea: vedere per cambiare</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 12:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collezionismo e Aste]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografie e Stampe]]></category>
		<category><![CDATA[festival fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Zullo]]></category>

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		<description><![CDATA[ di peter zullo Una visita ad un festival di fotografia è una grande occasione per ogni appassionato per godere di eventi, iniziative e mostre in maniera concentrata. Una grande opportunità per vivere la propria passione intensamente per uno o più giorni. Per il fotografo, in particolare per quello che ha una visione della fotografia aperta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg"><img class=" wp-image-634 alignnone" title="blog sulla fotografia" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg" alt="blog sulla fotografia" width="11" height="11" /></a> di <a href="http://www.sevendays-in.com/open/fotografi/peter-zullo.html" target="_blank">peter zullo</a></p>
<p>Una visita ad un<strong> festival di fotografia</strong> è una grande occasione per ogni appassionato per godere di eventi, iniziative e mostre in maniera concentrata. Una grande opportunità per vivere la propria passione intensamente per uno o più giorni.</p>
<div id="attachment_3586" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3579/fotografia-europea/tobias-zielony-krista-2007-c-print-cm-56-x-84-edition-of-5_2/" rel="attachment wp-att-3586"><img class="size-full wp-image-3586" title="Tobias-Zielony-Krista-2007-C-print-cm-56-X-84-Edition-of-5_2" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Tobias-Zielony-Krista-2007-C-print-cm-56-X-84-Edition-of-5_2.jpg" alt="Tobias-Zielony-Krista-2007-C-print-cm-56-X-84-Edition" width="530" height="351" /></a>
<p class="wp-caption-text">©Tobias Zielony, Krista, 2007, C-print, cm 56 X 84 , Edition of 5, Courtesy Galleria Lia Rumma, MilanoNapoli</p>
</div>
<p><strong> Per il fotografo</strong>, in particolare per quello che ha una visione della fotografia aperta e creativa, è invece una vera e propria <strong>scarica di pura adrenalina</strong>. Vedere il risultato del lavoro di fotografi famosi ed emergenti in maniera così continuativa ed intensiva, crea un<strong> bombardamento di stimoli</strong> che si trasforma in un’iniezione di tecnicità, creatività e progettualità che nessun libro, corso o workshop possono restituire.<br />
Come <a href="http://www.sevendays-in.com/open/fotografi/peter-zullo.html" target="_blank">fotografo di viaggio </a>e di vita quotidiana, mi sento a volte lontano da certe tipologie di fotografia in cui la preparazione e la successiva elaborazione sono le componenti che prevalgono.</p>
<div id="attachment_3590" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3579/fotografia-europea/r_thierry-cohen_ground-zero_4/" rel="attachment wp-att-3590"><img class="size-full wp-image-3590" title="R_Thierry-Cohen_Ground-Zero_4" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/R_Thierry-Cohen_Ground-Zero_4.jpg" alt="Thierry Cohen, Ground Zero" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">©Thierry Cohen, Ground Zero</p>
</div>
<p>Sono però proprio queste (così diverse dal mio modo di vedere) che sono quelle che mi colpiscono di più e mi danno stimoli per crescere e definire sempre di più il mio stile e la mia vision. Un po’ come se un musicista rock con l’occasione in poche ore di assistere a diversi concerti di opera classica, rap, jazz, punk, riuscisse a carpire elementi, spunti, idee in ognuno di questi da applicare al proprio stile musicale.</p>
<div id="attachment_3587" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3579/fotografia-europea/r_evan-baden_megan_2009_-usa_collection-foam-amsterdam_5/" rel="attachment wp-att-3587"><img class="size-full wp-image-3587" title="R_Evan-Baden_Megan_2009_-USA_©Collection-FOAM,-Amsterdam_5" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/R_Evan-Baden_Megan_2009_-USA_©Collection-FOAM-Amsterdam_5.jpg" alt="©Collection FOAM, Amsterdam, R Evan Baden Megan, 2009" width="530" height="424" /></a>
<p class="wp-caption-text">©Collection FOAM, Amsterdam, R Evan Baden Megan, 2009</p>
</div>
<p>La mia ultima tempesta adrenalinica l’ho vissuta nelle giornate inaugurali di<strong><a href="http://www.fotografiaeuropea.it/" target="_blank"> Fotografia Europea 2013 a Reggio Emilia</a></strong>, dove l’evento fotografico è inserito perfettamente in una città a misura d’uomo tra chiostri, palazzi e gallerie, naturalmente potendo godere di buon vino e della cucina emiliana. La<strong><a href="http://www.fotografiaeuropea.it/fe2013/mostre/" target="_blank"> varietà delle mostre </a></strong>(tutte visitabili fino al 16 giugno 2013) è vasta e quasi tutte sarebbero degne di menzione, anche se le foto e le mostre non vanno certo raccontate&#8230;<br />
Il tema di quest&#8217;anno era il “cambiamento” e due mostre mi hanno colpito più di altre.</p>
<div id="attachment_3585" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3579/fotografia-europea/r_thierry-cohen_rio-de-janeiro_1/" rel="attachment wp-att-3585"><img class="size-full wp-image-3585" title="R_Thierry-Cohen_Rio-de-Janeiro_1" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/R_Thierry-Cohen_Rio-de-Janeiro_1.jpg" alt="" width="530" height="354" /></a>
<p class="wp-caption-text">©Thierry Cohen, R Thierry Cohen, Rio de Janeiro</p>
</div>
<p>La prima è<strong> Vita Nova</strong>, un mostra curata da <strong>Walter Guadagnini</strong> che raccoglie le diverse interpretazioni di 9 fotografi sul tema giovanile. Ed è proprio le diversità di approccio e i diversi punti di vista ad aver suscitato in me forte interesse. Dalle scene di vita notturne, ai luoghi di incontro scolastici, alla ricostruzione dell’intimità delle stanze (per foto davanti alla webcam) fino al surrealismo con ragazze fluttuanti sui muri. Quale sarebbe stato il mio o il vostro?</p>
<div id="attachment_3589" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3579/fotografia-europea/r_raimond-wouda_liceo-mamiani-roma-2011_6/" rel="attachment wp-att-3589"><img class="size-full wp-image-3589" title="R_Raimond-Wouda_Liceo-Mamiani,-Roma,-2011_6" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/R_Raimond-Wouda_Liceo-Mamiani-Roma-2011_6.jpg" alt="" width="530" height="422" /></a>
<p class="wp-caption-text">©Raimond Wouda, Liceo Mamiani, Roma, 2011</p>
</div>
<p>L’altra mostra particolarmente interessante è quella di <strong><a href="http://thierrycohen.com/" target="_blank">Thierry Cohen</a></strong>, che propone in Binary Kids grandi ritratti di bambini sovrapposti a disegni di circuiti elettronici per rappresentare la generazione internet, e in <strong><a href="http://www.fotografiaeuropea.it/fe2013/thierry-cohen/" target="_blank">Darkened City</a></strong>, le viste panoramiche di famose città del mondo, riprese al netto dell’inquinamento luminoso e quindi facendo emergere cieli meravigliosamente stellati. Immagini ed elaborazioni diverse capaci però di fare riflettere, immaginare, sognare.</p>
<div id="attachment_3588" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3579/fotografia-europea/r_thierry-cohen_shanghai__3/" rel="attachment wp-att-3588"><img class="size-full wp-image-3588" title="R_Thierry-Cohen_Shanghai__3" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/R_Thierry-Cohen_Shanghai__3.jpg" alt="©Thierry Cohen, Shanghai" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">©Thierry Cohen, Shanghai</p>
</div>
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		<title>Gli scatti di un maestro della fotografia: Long Thanh e la magia del bianco e nero</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 20:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esploratori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Chisana Hoshi]]></category>
		<category><![CDATA[Esploratori Contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Long Thanh]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Elisa Chisana Hoshi Un uomo sorridente, cordiale e a suo modo eccentrico, Long Thanh è nato e vive da sempre in una piccola,deliziosa città sulla costa vietnamita. Affascinato dall’Europa e dal suo stile, ama la vita, il buon vino e la buona cucina. Ha 51 anni, fotografa da quando ne aveva 13. Le sue foto sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg"><img class=" wp-image-634 alignnone" title="blog sulla fotografia" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg" alt="blog sulla fotografia" width="11" height="11" /></a> di <a href="http://www.elisachisanahoshi.com/" target="_blank">Elisa Chisana Hoshi</a></p>
<table style="background-color: #f8f7f8; width: 535px; padding: 10px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><i><span style="font-size: 10pt;">Un uomo sorridente, cordiale e a suo modo eccentrico, <a href="http://www.longthanhart.com/" target="_blank">Long Thanh</a> è nato e vive da sempre in una piccola,deliziosa città sulla costa vietnamita. Affascinato dall’Europa e dal suo stile, ama la vita, il buon vino e la buona cucina.<br />
Ha 51 anni, fotografa da quando ne aveva 13. Le sue foto sono veri e propri capolavori, hanno vinto importanti premi internazionali: ecco a voi Long Thanh, un talento della fotografia contemporanea, che vive e fotografa il Vietnam con incredibile dedizione. In bianco e nero.</span></i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div id="attachment_3535" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/ritratto-di-long-thanh/" rel="attachment wp-att-3535"><img class="size-full wp-image-3535 " title="Ritratto di Long Thanh, foto di Elisa Chisana Hoshi" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Ritratto-di-Long-Thanh.jpg" alt="ritratto fotografo vietnam" width="530" height="396" /></a>
<p class="wp-caption-text">Ritratto di Long Thanh. Foto Elisa Chisana Hoshi</p>
</div>
<p>Quando ho cominciato il mio viaggio<a href="http://magazine.sevendays-in.com/esploratori/"> alla scoperta dei fotografi vietnamiti</a>, mi sono imbattuta nei meravigliosi scatti di<strong> Long Thanh</strong>, rimanendone letteralmente stregata. Un bianco e nero rarefatto e intenso, il suo, di incredibile bellezza. Uno stile che mi ha ricordato gli scatti di <strong>Ferdinando Scianna</strong>, con una straordinaria capacità di immortalare con estrema eleganza semplici attimi di vita quotidiana, in un bianco e nero senza tempo.</p>
<div id="attachment_3529" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-19/" rel="attachment wp-att-3529"><img class="size-full wp-image-3529" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-19.jpg" alt="Long Thanh" width="335" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p>Ho deciso di andare trovarlo di persona, per vedere dal vivo queste fotografie così speciali: ho scoperto che non viveva a Ho Chi Minh City e nemmeno ad Hanoi, ma a <strong>Nha Trang</strong>, una <strong>piccola città di mare sulla costa vietnamita</strong>, lontanissima dalle luci della capitale. Questo mi ha reso ancora più curiosa di conoscerlo.</p>
<p>Arrivata a <strong>Nha Trang</strong> ho raggiunto il suo studio, nascosto in una viuzza ombreggiata poco distante dal centro città e dal mare, tra chioschetti e piante di bugainville. C’era una splendida <strong>vespa beige d’epoca</strong>, parcheggiata davanti all’entrata.</p>
<div id="attachment_3513" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/1-entrando-nello-studio-la-vespa/" rel="attachment wp-att-3513"><img class="size-full wp-image-3513 " title="1. Entrando nello studio, la vespa" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/1.-Entrando-nello-studio-la-vespa.jpg" alt="la vespa" width="530" height="372" /></a>
<p class="wp-caption-text">Entrando nello studio, la vespa. Foto Elisa Chisana Hoshi</p>
</div>
<div id="attachment_3534" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-photo-studio-in-nha-trang/" rel="attachment wp-att-3534"><img class="size-full wp-image-3534 " title="Long Thanh photo studio in Nha Trang" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-photo-studio-in-Nha-Trang.jpg" alt="nha trang" width="530" height="358" /></a>
<p class="wp-caption-text">Long Thanh, lo studio di Nha Trang. Foto Elisa Chisana Hoshi</p>
</div>
<p>Long e sua moglie mi hanno accolta con tutti gli onori: l’intervista si è svolta tra bicchieri colmi di vino, assaggi di <strong>frutta freschissima</strong> e miele fatto in casa, seduti al grande tavolo che campeggia nello studio. Lo studio, che è anche il pianterreno della casa di Long, è insieme <strong>atelier e laboratorio</strong>: Long sviluppa personalmente ogni foto nella cucina sul retro, dove sono parcheggiate altre vespe da collezione. Alle pareti, incorniciati, tutti i suoi scatti.<strong> Un’esposizione e un percorso tra foto emozionanti</strong> e a tratti commoventi (giuro, avevo il groppo in gola). Tutte rigorosamente in bianco e nero.</p>
<p>Long Thanh crede nella <strong>forza del bianco e nero</strong>, nella sua capacità di fermare attimi e trasfigurarli attraverso la luce e i giochi d’ombra tra contrasti e spazi, forme e volti.<br />
<strong>Ogni sua foto è artigianale</strong>, scattata e sviluppata da lui. Partiamo proprio da questo, sua figlia ci aiuta e ci fa da interprete.</p>
<div id="attachment_3527" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-16/" rel="attachment wp-att-3527"><img class="size-full wp-image-3527 " title="Long Thann" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-16.jpg" alt="Long Thann" width="352" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><strong>Long Thanh, perché le tue foto sono tutte in bianco e nero?<br />
</strong>Credo nel bianco e nero, nella bellezza dei suoi contrasti. Per me non c’è foto migliore per raccontare le realtà, per immortalarla. Il bianco e nero è bellissimo.</p>
<div id="attachment_3531" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-21/" rel="attachment wp-att-3531"><img class="size-full wp-image-3531 " title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-21.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="398" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<div id="attachment_3533" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-23/" rel="attachment wp-att-3533"><img class="size-full wp-image-3533 " title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-23.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="383" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><strong>Quando hai cominciato?</strong><br />
Avevo 13 anni, ho imparato tutto da mio zio, che aveva 2 negozi di foto qui a Nha Trang. Ho imparato guardando quel che faceva lui, standogli attorno: sai, la vecchia scuola, quella per cui si imparava senza fare troppe domande. Proprio come stare a bottega. La mia famiglia non era ricca, sono il 9 di 11 figli, e ho imparato senza scuole di fotografia. Mio papà era cinese e mia mamma vietnamita, una donna minuta, bellissima, proprio come mia figlia. L’altra mia figlia, invece, assomiglia più a me. Loro vivono a Saigon, noi invece viviamo qui, in questa casa che era di mio zio, l’ho comprata da lui, per farne il mio atelier e il mio studio.</p>
<p><i>Lo studio che tutti vorremmo: tappezzato dalle sue splendide fotografie, immerse nella luce. Circondato da tutte le sue machine fotografiche.</i></p>
<div id="attachment_3520" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-6/" rel="attachment wp-att-3520"><img class="size-full wp-image-3520" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-6.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="394" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><strong>Ogni foto è davvero un pezzo unico, scattata e sviluppata da te.</strong><br />
Sì. Mi piace tutto della fotografia. Mi piace scattare e anche sviluppare, creare la foto dalla A alla Z. Il problema è che in Vietnam non viene prodotto alcun materiale fotografico. Devo comprare tutto dall’estero: la carta dall’Inghilterra, la pellicola dall’America – uso la Kodak da sempre &#8211; e i reagenti chimici dalla Germania. Mi costa un occhio della testa, e sta diventando sempre più dispendioso: la carta inglese è salita ancora di prezzo, vedrò come fare. Per fortuna ho molti amici che mi danno una mano nel reperire il materiale che mi serve. Il bello è anche questo: la fotografia è passione, studio e dedizione, ricerca continua.</p>
<div id="attachment_3532" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-22/" rel="attachment wp-att-3532"><img class="size-full wp-image-3532 " title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-22.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="415" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><strong>Come nasce una tua foto?</strong><br />
Prima di scattare si crea sempre un feeling particolare con il soggetto: ogni foto nasce così, mai a caso. Dietro a ogni scatto c’è un momento di complicità.</p>
<div id="attachment_3515" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-1/" rel="attachment wp-att-3515"><img class="size-full wp-image-3515" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-1.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="398" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<div id="attachment_3518" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-4/" rel="attachment wp-att-3518"><img class="size-full wp-image-3518" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-4.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="399" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><strong>Una delle foto che preferisco è quella del ragazzino che si diverte a saltare da una groppa all’altra di bufali immersi nel fiume. Mi racconti come e quando l’hai scattata?</strong><br />
Era il 1999, in un villaggio a circa una decina di chilometri da Nha Trang, tra i campi e le risaie. Camminavo vicino al fiume, con la macchina fotografica al collo, e il ragazzo che vedi nella foto mi ha visto, ha capito che ero lì per far foto. Allora ha cominciato a divertirsi un po’. Con mia grande sorpresa è saltato in groppa a uno di quei bufali che stavano facendo il bagno nel fiume, e ha cominciato a saltellare da uno all’altro, come fossero i sassi di un ruscello! E’ stato molto divertente e naturale, anche i bufali non sembravano per nulla sorpresi. Scommetto che quel ragazzino si divertiva così ogni giorno! E’ stato straordinario poterlo immortalare. La fotografia è anche questo: scoprire e poi condividere.</p>
<div id="attachment_3524" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-10/" rel="attachment wp-att-3524"><img class="size-full wp-image-3524 " title="Long Thanh 10" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-10.jpg" alt="Long Thanh " width="530" height="414" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><strong>E la luce?</strong><br />
La luce è una delle componenti più importanti in fotografia. A ma piace la luce soft &#8211; quella che illumina ogni cosa, soffusa &#8211; per una questione di stile. Per questo adoro fotografare di mattina presto, dopo l’alba. E’ un momento speciale, perfetto per fotografare. Anche la sera, quando la luce si scalda, subito prima del tramonto.</p>
<div id="attachment_3516" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-2/" rel="attachment wp-att-3516"><img class="size-full wp-image-3516" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-2.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="398" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<div id="attachment_3528" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-17/" rel="attachment wp-att-3528"><img class="size-full wp-image-3528" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-17.jpg" alt="Long Thanh" width="334" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><strong>Com’è essere fotografi, qui in Vietnam?</strong><br />
Qui in Vietnam non ci sono vere e proprie scuole di fotografia. Come ti dicevo, recuperare il materiale per la fotografia analogica è impossibile. Diverso il discorso per il digitale, chiaramente. Mi capita sempre più spesso di far parte della giuria in competizioni e concorsi di fotografia, ma da tempo ho deciso di non partecipare più ai concorsi internazionali con le mie foto. Sai, io ho le mie idee a riguardo. Non amo la piega che stanno prendendo molte di queste competizioni, lo show off, l’uso selvaggio di Photoshop.<br />
Una foto originale è pensata, studiata e realizzata del tutto artigianalmente. E’ come un buon piatto di spaghetti, cucinato ad arte, tagliando le verdure una a una e condendo con il miglior olio d’oliva e Parmigiano. Una foto ritoccata con Photoshop per me è come quello stesso piatto di pasta, ma condito con maionese e ketchup: può piacere, ma non è certo la stessa cosa! Molti mi dicono che sono all’antica, ma non è così. Mi piacciono le nuove tecnologie, e tutto il resto (<i>confermo, mentre parliamo non molla un secondo il suo iPad</i>). Sono un purista della fotografia, questo sì. Il bianco e nero digitale, oltretutto, non assomiglia nemmeno lontanamente a quello della pellicola. E’ un monocromo, non un bianco e nero.</p>
<div id="attachment_3525" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-14/" rel="attachment wp-att-3525"><img class="size-full wp-image-3525" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-14.jpg" alt="Long Thanh" width="334" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<div id="attachment_3530" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-20/" rel="attachment wp-att-3530"><img class="size-full wp-image-3530" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-20.jpg" alt="Long Thanh" width="338" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><i>A questo punto cita con ammirazione i suoi colleghi Le Hong Ling e Ly Hoang Long (<a href="http://magazine.sevendays-in.com/2796/ly-hoang-long/)" target="_blank">intervistato qui</a>) e mi mostra parte della sua magnifica collezione di macchine fotografiche, due strepitose Leica d’epoca e un apparecchio che non avevo mai visto dal vivo: una Hasselblad SWC/. lente Zeiss e corpo svedese. La sua fidanzata svedese, dice lui scherzando.</i></p>
<div id="attachment_3514" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/hasselblad-swc/" rel="attachment wp-att-3514"><img class="size-full wp-image-3514 " title="Hasselblad SWC" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Hasselblad-SWC.jpg" alt="Hasselblad SWC" width="530" height="431" /></a>
<p class="wp-caption-text">La Hasselblad SWC, &quot;fidanzata svedese&quot; di Long Thanh</p>
</div>
<p><strong>Sei mai stato in Italia?</strong><br />
No, non ancora, ma le mie foto sì, in due occasioni: a Lecco, alla <a href="http://www.galleriamelesi.com/">Galleria Melesi</a> che mi ha dedicato una mostra personale nel 2009. E a Roma, in occasione del Festival della Cultura Vietnamita (Obiettivo Vietnam, 2009, mi mostra le foto sull’iPad).<br />
Ora vorrei davvero venire in Italia, per fotografare i chiaroscuri di quelle viuzze affascinanti. Mi piacerebbe molto, anche perché adoro il vostro stile e la vostra cucina. Mi piacerebbe raccontare il vostro paese con le mie fotografie.</p>
<div id="attachment_3517" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-3/" rel="attachment wp-att-3517"><img class="size-full wp-image-3517" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-3.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="391" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<p><i>Le foto di Long Thanh in quest’articolo sono presentate senza titolo: è un mio personale invito a venire in Vietnam per scoprirle e ammirarle dal vivo. Grazie ancora a Long per la sua accoglienza squisita, per il vino e i tè che abbiamo bevuto insieme. Sono tornata a trovarlo altre volte, e tornerò ancora.</i></p>
<p><i>Sarebbe stupendo averlo in Italia, vedere il nostro paese attraverso il suo sguardo, fotografato dalla sua Leica. Il primo fotografo Vietnamita a immortalare l’Italia, e non un fotografo a caso: un vero maestro.<br />
<em>Invitiamolo!</i></p>
<div id="attachment_3521" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-7/" rel="attachment wp-att-3521"><img class="size-full wp-image-3521" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-7.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="419" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<div id="attachment_3526" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-15/" rel="attachment wp-att-3526"><img class="size-full wp-image-3526 " title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-15.jpg" alt="Long Thanh" width="332" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<div id="attachment_3523" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-9_/" rel="attachment wp-att-3523"><img class="size-full wp-image-3523 " title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-9_.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<div id="attachment_3519" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-5/" rel="attachment wp-att-3519"><img class="size-full wp-image-3519" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-5.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="398" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
<div id="attachment_3522" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3510/long-than/long-thanh-8/" rel="attachment wp-att-3522"><img class="size-full wp-image-3522" title="Long Thanh" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/Long-Thanh-8.jpg" alt="Long Thanh" width="530" height="392" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Long Thanh</p>
</div>
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		<title>Il mondo degli omini piccoli piccoli</title>
		<link>http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=street-art-slinkachu</link>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 10:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Avallone]]></category>
		<category><![CDATA[Slinkachu]]></category>
		<category><![CDATA[street art]]></category>
		<category><![CDATA[Tilt-Shift]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://magazine.sevendays-in.com/?p=3445</guid>
		<description><![CDATA[Creare fotografie originali con personaggi da modellismo  di alice avallone C&#8217;è modo e modo di fare street art e Slinkachu lo sa bene. Dal 2006 questo ragazzo inglese crea nuovi mondi piccolissimi, che tanto affascinerebbero Lemuel Gulliver. I personaggi lillipuziani di Slinkachu si mescolano nel nostro mondo quotidiano creando vere e proprie installazioni d&#8217;arte. “Il lato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Creare fotografie originali con personaggi da modellismo</em></p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg"><img class=" wp-image-634 alignnone" title="blog sulla fotografia" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg" alt="blog sulla fotografia" width="11" height="11" /></a> di <a href="http://www.nastenka.it/" target="_blank">alice avallone</a></p>
<p>C&#8217;è modo e modo di fare <strong>street art</strong> e <strong><a href="http://little-people.blogspot.it/" target="_blank">Slinkachu</a></strong> lo sa bene. Dal 2006 questo ragazzo inglese crea nuovi mondi piccolissimi, che tanto affascinerebbero Lemuel Gulliver. I personaggi lillipuziani di Slinkachu si mescolano nel nostro mondo quotidiano creando vere e proprie installazioni d&#8217;arte.</p>
<div id="attachment_3451" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/slinkachu_1/" rel="attachment wp-att-3451"><img class="size-full wp-image-3451" title="slinkachu_1" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/slinkachu_1.jpg" alt="foto Slinkachu" width="530" height="354" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Slinkachu</p>
</div>
<div id="attachment_3452" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/slinkachu_2/" rel="attachment wp-att-3452"><img class="size-full wp-image-3452" title="slinkachu_2" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/slinkachu_2.jpg" alt="street art miniature" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Slinkachu</p>
</div>
<p>“Il lato on street del mio lavoro gioca con il concetto di sorpresa e mi propongo di incoraggiare gli abitanti delle città ad essere più consapevoli del loro ambiente. Le scene costruite, più evidenti attraverso la fotografia, e i titoli scelti, scene mirano a far riflettere su la solitudine e la malinconia nel vivere in una grande città, quasi perdendosi rimanendo sopraffatti. Ma sotto questo, c’è sempre un certo umorismo. Vorrei che la gente entrasse in empatia con le persone nelle mie piccole opere.”<br />
Queste le parole di Slinkachu in merito alle sue opere riportate sul <a href="http://aside-design.tumblr.com/post/25147626769/little-people-project-slinkachu" target="_blank">design tumblr Aside</a>.</p>
<div id="attachment_3453" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/slinkachu_3/" rel="attachment wp-att-3453"><img class="size-full wp-image-3453" title="slinkachu_3" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/slinkachu_3.jpg" alt="street art" width="530" height="354" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Slinkachu </p>
</div>
<div id="attachment_3454" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/slinkachu_4/" rel="attachment wp-att-3454"><img class="size-full wp-image-3454" title="slinkachu_4" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/slinkachu_4.jpg" alt="street art Slinkachu" width="530" height="354" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Slinkachu</p>
</div>
<p><strong>Il gioco è semplice.</strong> Basta una buona dose di creatività e una manciata di personaggini del <strong>fermodellissimo</strong>, il modellismo ferroviario. Le ditte che li producono sono quasi tutte tedesche: Marklin, Brawa, Busch, Faller, Heki, Kibri, Piko, Roco, Vollmer, per citarne solo alcuni.<br />
Ma quella che vi darà più soddisfazioni sarà la <strong><a href="http://www.noch.de/en/" target="_blank">Noch</a></strong>. Scoperta grazie ad un regalo azzeccato che hanno fatto a mia sorella Beatrice, già <a href="http://magazine.sevendays-in.com/1814/beatrice-avallone/" target="_blank">fotografa di Open SevenDays</a>, questa azienda ha il più grande catalogo di personaggini sfiziosi per le vostre foto. Ecco qualche scatto di Beatrice qui sotto.</p>
<div id="attachment_3447" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/beatrice_avallone_1/" rel="attachment wp-att-3447"><img class="size-full wp-image-3447" title="beatrice_avallone_1" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/beatrice_avallone_1.jpg" alt="modellismo e miniature" width="530" height="355" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Beatrice Avallone</p>
</div>
<div id="attachment_3448" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/beatrice_avallone_2/" rel="attachment wp-att-3448"><img class="size-full wp-image-3448" title="beatrice_avallone_2" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/beatrice_avallone_2.jpg" alt="modellismo" width="530" height="355" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Beatrice Avallone</p>
</div>
<p>Vi avevamo già parlato di mondi minuscoli<strong><a href="http://magazine.sevendays-in.com/1851/keith-loutit/" target="_blank"> con la tecnica Tilt-Shift e Keith Loutit</a></strong>, e in effetti, a guardare bene, l&#8217;effetto è molto simile, con la differenza che in questo caso i vostri modelli potete sistemarli a vostra esigenza di camera.</p>
<div id="attachment_3449" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/beatrice_avallone_3/" rel="attachment wp-att-3449"><img class="size-full wp-image-3449" title="beatrice_avallone_3" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/beatrice_avallone_3.jpg" alt="foto miniatura" width="530" height="355" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Beatrice Avallone</p>
</div>
<div id="attachment_3450" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/beatrice_avallone_4/" rel="attachment wp-att-3450"><img class="size-full wp-image-3450" title="beatrice_avallone_4" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/beatrice_avallone_4.jpg" alt="miniautura" width="530" height="354" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto Beatrice Avallone</p>
</div>
<p>Che foto potete comporre? Su Amazon, <a href="http://www.modellismo.it/visualizzaxcat.php?categoria=D201&amp;dove=noch&amp;lingua=ita" target="_blank">Modellismo.it</a> e altri siti affini avrete solo l&#8217;imbarazzo della scelta.<br />
<a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/noch_passanti/" rel="attachment wp-att-3456"><img class="alignleft  wp-image-3456" style="margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="noch_passanti" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/noch_passanti.jpg" alt="" width="324" height="104" /></a>Magazzinieri, lavoratori edili, costruttori, facchini, manifestanti, carpentieri, spazzacamino, panettieri, muratori, imbianchini, cacciatori, taglialegna, poliziotti, postini con cani alla caviglia, pompieri, paramedici indaffarati, viaggiatori con bagagli dietro, donne incinte, persone che leggono, banda musicale in marcia, genitori, nonni e nipoti&#8230;</p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3445/street-art-slinkachu/noch_donne_strada/" rel="attachment wp-att-3455"><img class=" wp-image-3455 alignnone" title="noch_donne_strada" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/05/noch_donne_strada.jpg" alt="" width="530" height="215" /></a></p>
<p>Ma anche nudisti, maniaci sessuali guardoni, amanti in azione e donne di strada. <strong>Insomma, per tutti i gusti.</strong><br />
Buona fotografia!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Camera oscura e foro stenopeico. Riscoprire l&#8217;origine della fotografia.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 18:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali e Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[camera oscura]]></category>
		<category><![CDATA[foro stenopeico]]></category>

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		<description><![CDATA[La Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico ci ricorda che la fotografia, così come la conosciamo oggi, nasce da una serie di intuizioni teoriche, sperimentazioni pratiche, tecniche artigianali che sempre più spesso anche il fotografo digitale intende riscoprire. Il foro stenopeico è legato a doppio filo con un’altra invenzione molto antica che ha visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a title="Giornata Mondiale del Foro Stenopeico" href="http://www.pinholeday.org/?setlang=it"><strong>Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico</strong></a> ci ricorda che la fotografia, così come la conosciamo oggi, nasce da una serie di intuizioni teoriche, sperimentazioni pratiche, tecniche artigianali che sempre più spesso anche il fotografo digitale intende riscoprire.</p>
<p>Il foro stenopeico è legato a doppio filo con un’altra invenzione molto antica che ha visto però una reale applicazione solo in tempi molto successivi rispetto ai primi studi teorici e alla sua prima rudimentale messa a punto: <strong>la camera oscura</strong>.</p>
<p><strong>Fotocamera, videocamera… vi dice qualcosa?</strong></p>
<p><strong>Il foro stenopeico è proprio quello della camera oscura</strong>, un piccolo, minuscolo forellino praticato sulla parete di una scatola chiusa e oscurata, attraverso il quale la luce, passando, compie un vero e proprio miracolo, proiettando sulla parete opposta un’immagine fedele ma capovolta dell’ambiente esterno alla “scatola” e posto davanti al foro.<br />
Niente lenti e niente obiettivo.</p>
<p>Il meccanismo della camera oscura venne intuito già da Aristotele e descritto con precisione profetica per la prima volta dallo <strong>scienziato arabo Alhazen</strong>, che spiegò il fenomeno già nell’XI secolo, basandosi su quanto di più vicino a lui disponeva: la visione umana.</p>
<p>Tuttavia, prima che diventassero chiare le implicazioni concrete della scoperta, dobbiamo attendere il XVI secolo e <strong>Leonardo da Vinci</strong> che inaugurò l’utilizzo della camera oscura fra pittori ed artisti per realizzare riproduzioni realistiche di paesaggi e ambienti, una vera e propria “stanza” in questo caso.</p>
<p><strong>Pensate alle tele del Canaletto</strong>. Una <strong>primitiva ricerca fotografica</strong> spinta, realizzata con l’aiuto della camera oscura, che permetteva all’artista di abbozzare il disegno su un foglio di carta appes ad hoc.</p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3431/camera-oscura-e-foro-stenopeico-riscoprire-lorigine-della-fotografia/camera_oscura/" rel="attachment wp-att-3432"><img class="alignnone  wp-image-3432" title="camera_oscura" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/camera_oscura.jpg" alt="" width="530" height="404" /></a></p>
<p>Fotografare con un foro stenopeico è oggi un metodo molto economico per fare fotografie.<strong><a title="Il foro stenopeico perfetto. A Padova una serie di workshop organizzati da due makers della fotografia." href="http://magazine.sevendays-in.com/3234/foro-stenopeico/">Costruirsi un apparecchio stenopeico</a> è relativamente semplice.</strong></p>
<p>La fotografia stenopeica permette di ottenere immagini fotografiche con una profondità di campo senza eguali e, indipendentemente dal formato della pellicola o della carta fotosensibile che si utilizza, è possibile coprire angoli di ripresa che possono superare i 120°.</p>
<p><strong>I particolari vicini e quelli lontani vengono riprodotti con lo stesso grado di nitidezza</strong>, e anche la gamma di grigi impressa nella carta a sviluppo positivo offre risultati particolarmenti ampi.</p>
<p>La fotografia stenopeica, inoltre, richiede <strong>tempi di esposizione estremamente lunghi</strong> che impongono il ricorso a cavalletti o a supporti stabili.</p>
<p><strong>Oggi <a title="Daniel Tubío: la fotografia stenopeica è libertà, pazienza e sapere. " href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/">chi fotografa col foro stenopeico</a></strong> non è un pazzo e neanche un nostalgico, ma un curioso che <strong>riscopre i principi base della trasmissione della luce</strong> e l’<strong>artigianalità del processo fotografico originale</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Maia Astrid Croizet: tra Buenos Aires, automobili e Martin Parr</title>
		<link>http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=maia-astrid-croizet</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 13:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esploratori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[buenos aires]]></category>
		<category><![CDATA[Esploratori Contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[veronica pancheri]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Veronica Pancheri Continua la nostra scoperta dei fotografi argentini. Oggi la nostra esploratrice contemporanea a Buenos Aires ha intervistato Maia Astrid Croizet. Maia Astrid Croizet è una giovane fotografa argentina. Lavora con alcune riviste nazionali e porta avanti due progetti personali. Si definisce una fanatica delle auto: sogna una Mustang, ma per ora è orgogliosa del suo Renault 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg"><img class=" wp-image-634 alignnone" title="blog sulla fotografia" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg" alt="blog sulla fotografia" width="11" height="11" /></a> di <a href="http://www.sevendays-in.com/open/fotografi/veronica-pancheri.html">Veronica Pancheri</a></p>
<table style="background-color: #f8f7f8; width: 530px; padding: 10px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><em><span style="font-size: 10pt;">Continua la nostra scoperta dei fotografi argentini. Oggi la nostra <a href="http://www.sevendays-in.com/shop/esploratori-contemporanei.html" target="_blank">esploratrice contemporanea</a> a Buenos Aires ha intervistato <strong>Maia Astrid Croizet.</strong></span></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/maiaastridcroizet">Maia Astrid Croizet </a></strong>è una giovane fotografa argentina. Lavora con alcune<a href="http://www.maiacroizet.com/"> riviste nazionali </a>e porta avanti due progetti personali. Si definisce una<strong> fanatica delle auto</strong>: sogna una Mustang, ma per ora è orgogliosa del suo <strong>Renault 12 arancione</strong>.</p>
<p>Vive a <strong>Buenos Aires</strong> e il <strong>Messico</strong> è la sua seconda casa. La incontriamo nel suo appartamento nel quartiere di Flores, insieme alla sua <strong>gatta Lupita</strong>.</p>
<p><strong>Quando è iniziato il tuo interesse per la fotografia?</strong><br />
Secondo i miei genitori, da piccola già scattavo le foto familiari, ma io questo non me lo ricordo! Al quarto e quinto anno di liceo ho iniziato a studiare fotografia. Prima teorica e poi pratica, in laboratorio. Rimanevo a scuola fino alle nove di sera, stampando foto… Lì ho capito che era quello che avrei voluto fare.</p>
<div id="attachment_3402" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/1/" rel="attachment wp-att-3402"><img class="size-full wp-image-3402" title="© Maia Astrid Croizet, Jeremy Ville per la rivista 90+10" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/1.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, Jeremy Ville per la rivista 90+10" width="530" height="361" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, Jeremy Ville per la rivista 90+10</p>
</div>
<p><strong>Parlaci del tuo lavoro per le riviste.</strong><br />
È un lavoro molto vario: ho iniziato come freelance per una rivista di rock nazionale, poi sono passata ad una rivista di design, 90+10, per la quale lavoro ancora. I personaggi che ritraggo sono un po&#8217; particolari: disegnatori grafici, illustratori… e questo mi permette di osare di più con lo stile fotografico. Collaboro anche per una rivista di moda femminile, ParaTi.</p>
<div id="attachment_3403" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/2/" rel="attachment wp-att-3403"><img class="size-full wp-image-3403" title="© Maia Astrid Croizet, Nathan Jurevicius per la rivista 90+10" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/2.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, Nathan Jurevicius per la rivista 90+10" width="530" height="359" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, Nathan Jurevicius per la rivista 90+10</p>
</div>
<p><strong>Qual è la chiave del lavoro in questo ambito?</strong><br />
I soggetti sono molto diversi, dal servizio alla modella, alla madre che parla della sua gravidanza, passando per una manifestazione… c&#8217;è di tutto! L&#8217;importante è focalizzarsi sull&#8217;istinto di cattura della foto: ogni soggetto deve uscire al meglio e mostrando le proprie qualità.</p>
<div id="attachment_3409" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/3/" rel="attachment wp-att-3409"><img class="size-full wp-image-3409" title="© Maia Astrid Croizet, “Autitos”" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/3.jpg" alt="3. © Maia Astrid Croizet, “Autitos”" width="530" height="352" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Autitos”</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3410" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/4/" rel="attachment wp-att-3410"><img class="size-full wp-image-3410" title="© Maia Astrid Croizet, “Autitos”" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/4.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Autitos”" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Autitos”</p>
</div>
<p><strong>Com&#8217;è nato il tuo progetto sulle auto?</strong><br />
La mia famiglia è da sempre inserita nel mondo delle auto da corsa e sarà per questo che mi sono sempre piaciute. Però, ad un certo punto, mi sono accorta che rimanevo esterna a questo ambiente: forse perchè donna, forse perchè non corro o perchè non capisco nulla di motori. Attraverso la fotografia ho cercato di trovare il mio posto ed è nato il progetto Autitos, anche se alcuni lo chiamano Motor.</p>
<div id="attachment_3411" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/5-3/" rel="attachment wp-att-3411"><img class="size-full wp-image-3411" title="© Maia Astrid Croizet, “Autitos”" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/5.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Autitos”" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Autitos”</p>
</div>
<div id="attachment_3412" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/6-2/" rel="attachment wp-att-3412"><img class="size-full wp-image-3412" title="© Maia Astrid Croizet, “Autitos”" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/6.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Autitos”" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Autitos”</p>
</div>
<p><strong>Com&#8217;è andata? Hai trovato il tuo posto?</strong><br />
All&#8217;inizio è stato difficile trovare un ruolo e sviluppare il mio sguardo personale negli spazi che visitavo. Ma credo di essere riuscita a darne un punto di vista particolare: non volevo riprodurre ciò a cui la gente era già abituata e cioè le auto in pista, volevo documentare la quotidianità di quell&#8217;ambiente.</p>
<div id="attachment_3404" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/7-2/" rel="attachment wp-att-3404"><img class="size-full wp-image-3404" title="© Maia Astrid Croizet ,“Autitos” - seconda serie" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/7.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet ,“Autitos” - seconda serie" width="530" height="353" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet ,“Autitos” &#8211; seconda serie</p>
</div>
<div id="attachment_3407" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/8-2/" rel="attachment wp-att-3407"><img class="size-full wp-image-3407" title="© Maia Astrid Croizet , “Autitos” - seconda serie" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/8.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet , “Autitos” - seconda serie" width="530" height="352" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet , “Autitos” &#8211; seconda serie</p>
</div>
<p><strong>Questo progetto ha una seconda parte, come si è sviluppata?</strong><br />
Io vado spesso in Messico, perchè mia madre vive lì. Ho iniziato a notare che c&#8217;erano molte auto dello stile statunitense, che in Argentina non si vedono. Mi hanno fatto letteralmente impazzire! In questa parte però ho voluto mostrare l&#8217;auto insieme ai suoi personaggi e ai suoi posti.</p>
<div id="attachment_3408" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/9-2/" rel="attachment wp-att-3408"><img class="size-full wp-image-3408" title="© Maia Astrid Croizet, “Autitos” - seconda serie" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/9.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Autitos” - seconda serie" width="530" height="798" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Autitos” &#8211; seconda serie</p>
</div>
<div id="attachment_3406" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/10/" rel="attachment wp-att-3406"><img class="size-full wp-image-3406" title="© Maia Astrid Croizet, “Autitos” - seconda serie" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/10.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Autitos” - seconda serie" width="530" height="798" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Autitos” &#8211; seconda serie</p>
</div>
<p><strong> In Messico è nato anche il tuo secondo progetto, Latinoamerica.</strong><br />
Si, nasce per il fatto che a Città del Messico, nonostante sia una metropoli cosmopolita, sentivo la presenza di una forte identità culturale: nei colori, nella musica, nel folklore… Ho voluto ritrarre questa situazione, che mi sembrava bizzarra e allo stesso tempo poetica. Alle immagini del Messico se ne sono poi aggiunte del Costa Rica e della Colombia.</p>
<div id="attachment_3413" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/11-2/" rel="attachment wp-att-3413"><img class="size-full wp-image-3413" title="© Maia Astrid Croizet, “Latinoamerica”" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/11.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Latinoamerica”" width="530" height="398" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Latinoamerica”</p>
</div>
<p><strong> Perchè senti questa differenza con Buenos Aires?</strong><br />
Probabilmente le nostre radici sono più europee e per questo siamo meno legati al mito del popolo originario. C&#8217;è da dire anche che la loro cultura ancestrale è molto più forte della nostra, i loro avi erano i Maya, gli Inca, gli Aztechi… Però è molto personale come opinione.</p>
<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/12/" rel="attachment wp-att-3416"><img class="alignnone size-full wp-image-3416" title="© Maia Astrid Croizet, “Latinoamerica”" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/12.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Latinoamerica”" width="530" height="398" /></a></p>
<p><strong>Il lavoro per le riviste influenza quello personale?</strong><br />
Si, in negativo e positivo. Un giorno mi sono accorta che stavo lavorando talmente tanto che non facevo più scatti personali. Questo mi ha fatto pensare al vero motivo per cui ero diventata fotografa e cioè sviluppare la mia visione artistica. D&#8217;altro canto l&#8217;ambiente editoriale mi abitua a ritmi di lavoro sostenuti e mi da un criterio di impostazione che poi applico ai miei progetti.</p>
<div id="attachment_3405" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/13/" rel="attachment wp-att-3405"><img class="size-full wp-image-3405" title="© Maia Astrid Croizet, “Latinoamerica”" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/13.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Latinoamerica”" width="530" height="398" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Latinoamerica”</p>
</div>
<p><strong>C&#8217;è un fotografo al quale ti ispiri?</strong><br />
<a href="http://www.martinparr.com/">Martin Parr</a>. Mi piace l&#8217;umore, i colori, le inquadrature, i momenti che sa cogliere. Senza dubbio è lui il mio referente.</p>
<div id="attachment_3414" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/14/" rel="attachment wp-att-3414"><img class="size-full wp-image-3414" title="© Maia Astrid Croizet, “Autitos” - seconda serie" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/14.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Autitos” - seconda serie" width="530" height="352" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Autitos” &#8211; seconda serie</p>
</div>
<div id="attachment_3415" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3399/maia-astrid-croizet/attachment/15/" rel="attachment wp-att-3415"><img class="size-full wp-image-3415" title="© Maia Astrid Croizet, “Autitos” - seconda serie" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/15.jpg" alt="© Maia Astrid Croizet, “Autitos” - seconda serie" width="530" height="352" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Maia Astrid Croizet, “Autitos” &#8211; seconda serie</p>
</div>
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		<title>Libera di andare per il mondo con la mia macchina fotografica</title>
		<link>http://magazine.sevendays-in.com/3366/the-lampligher-project/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-lampligher-project</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 19:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide Esperte]]></category>
		<category><![CDATA[Materiali e Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[carlotta bertelli]]></category>
		<category><![CDATA[light painting]]></category>
		<category><![CDATA[the lamp lighter project]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Carlotta Bertelli Carlotta Bertelli è la nostra guida esperta in Light Painting. Fotografa di moda, viaggiatrice, fondatrice di The Lamplighter Project, in questo momento vive in Brasile, dove non si separa mai dalla sua torcia. Credo in quei momenti in cui la vita ti parla e ti dice di cambiare, che se non la senti sei sordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg"><img class=" wp-image-634 alignnone" title="blog sulla fotografia" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg" alt="blog sulla fotografia" width="11" height="11" /></a> di <a href="https://www.facebook.com/thelamplighterproject" target="_blank">Carlotta Bertelli</a></p>
<table style="background-color: #f8f7f8; width: 530px; padding: 10px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><em><span style="font-size: 10pt;">Carlotta Bertelli è la nostra <a href="http://www.sevendays-in.com/shop/guide-esperte.html" target="_blank">guida esperta</a> in Light Painting. Fotografa di moda, viaggiatrice, fondatrice di <a href="https://www.facebook.com/thelamplighterproject" target="_blank">The Lamplighter Project</a>, in questo momento vive in Brasile, dove non si separa mai dalla sua torcia.</span></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Credo in quei momenti in cui la vita ti parla e ti dice di cambiare, che se non la senti sei sordo e se non l&#8217;ascolti sei scemo. O forse tutto parla sempre, ma in quel momento finalmente ho spalancato ali e orecchie per seguire quella voce e atterrare in Brasile, il 28 febbraio 2013.<br />
Dico sempre che la ragione di questo viaggio é stato l&#8217;invito a partecipare ad una <strong>residenza artistica</strong>, ma la verità é che ho cercato a tutti i costi un pretesto per partire.</p>
<p>Sono fotografa e lavoro come<strong> libera professonista nel campo della moda</strong> &#8211; la mia carriera era in piena e rapida crescita, con una serie di incarichi da parte di grosse aziende e nuove promettenti opportunitá. Tuttavia sentivo che <strong>dall&#8217;essere &#8220;freelance&#8221; all&#8217;essere &#8220;free&#8221;</strong> mancava una follia di distanza, quel rischio che o prendi o lasci, o perdi o vinci.</p>
<div id="attachment_3387" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3366/the-lampligher-project/lamp_2/" rel="attachment wp-att-3387"><img class="size-full wp-image-3387" title="rio fashion week" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/lamp_2.jpg" alt="rio fashion week" width="530" height="530" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Carlotta Bertelli, 2013</p>
</div>
<p>Ho deciso di partire sapendo che avrei perso molti lavori senza avere certezza di trovarne nemmeno uno in Brasile, che avrei perso soldi senza nemmeno essere sicura di averne abbastanza, che avrei perso lauree, matrimoni e momenti importanti per i miei cari e una grossa parte di lavori per l&#8217;avvio del nostro nuovo agriturismo in Toscana.</p>
<p>Cosa mi aspettasse non lo sapevo, e niente in effetti é andato come mi aspettavo &#8211; purtroppo ho dovuto imparare a non aspettarmi nulla da nessuno, nemmeno a fronte di accordi o contratti firmati, e non sono state poche le difficoltá che ho dovuto fronteggiare, ma giunta ormai alla fine di questo viaggio, posso dire che<strong> tutto si é rivelato magicamente meglio delle mie migliori aspettative</strong>: per le persone che ho conosciuto, per i posti che ho visitato, per le occasioni che mi si sono presentate, per le esperienze che ho fatto e per la vita che ho vissuto con una profonda e gustosissima sensazione di libertá.</p>
<div id="attachment_3388" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3366/the-lampligher-project/lamp_3/" rel="attachment wp-att-3388"><img class="size-full wp-image-3388" title="Light Painting" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/lamp_3.jpg" alt="Light Painting" width="530" height="530" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Carlotta Bertelli, 2013</p>
</div>
<p>Libera di conoscere e di lasciarmi cambiare,<strong> libera di giocare con carta e luce per un intero mese</strong> e dedicare questo tempo al <strong>Piccolo Principe</strong>, libera di dire a tutti che l&#8217;amo e che credo che da qualche parte il suo piccolo pianeta esista davvero,<strong> libera di andare per il mondo con la mia macchina fotografica</strong> alla ricerca ciò che non si vede e di scoprire che a volte per trovarlo non serve che una torcia.<br />
Cosí é nato <strong><a href="https://www.facebook.com/thelamplighterproject" target="_blank">The Lamplighter project</a></strong>, che mi ha permesso di illuminare chiunque e dovunque sperimentando una veritá che nemmeno se avessi concluso gli studi di fisica avrei mai compreso: che la <strong>LUCE</strong> quando é condivisa diventa <strong>VITA</strong>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/zHPv2RzOeRE?rel=0" frameborder="0" width="530" height="398"></iframe></p>
<p><strong>The LLP // i 10 lampioni</strong><br />
1- il Lamplighter ama la luce<br />
2 &#8211; il LL lavora al buio per imparare a vedere con il cuore<br />
3- il lavoro del LL é bello, e poiché é bello é utile<br />
4- il LL non cresce mai<br />
5- il LL porta sempre con se una torcia<br />
6- il LL é aperto a tutti e a tutto nel mondo<br />
7- il linguaggio del LL é universale<br />
8 &#8211; il LL é lento<br />
9- lo scopo del LL non é vendere ma mostrare<br />
10- il posto del LL non é mai dietro la macchina ma sempre dentro al mondo.</p>
<p><em><strong>English Version</strong></em><br />
<em> I believe there are certain times when lifes talks to you and tells you to change &#8211; you must be deaf not to hear it, and dum not to listen to it.<br />
<em> Maybe it always does, but that one time I finally opened my ears, heart and wings to follow its voice and on feb 28 I landed in Brazil.</em><br />
<em> I always say that the reason ofcthis trip was the artist residency I had been invited to attend, but the truth is actually that I just needed a pretext to leave, anyways.</em></em></p>
<div id="attachment_3389" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3366/the-lampligher-project/lamp_4/" rel="attachment wp-att-3389"><img class="size-full wp-image-3389" title="Light Painting Carlotta Bertelli" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/lamp_4.jpg" alt="Light Painting Carlotta Bertelli" width="530" height="530" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Carlotta Bertelli, 2013</p>
</div>
<p><em>I am a fashion photographer and my career back in Italy was going pretty good, with the first relevant assignments by established brands being offered and many new promising opportunities coming up.</em><br />
<em> However, I felt that from being a freelance to being &#8220;free&#8221; there still was a gap I had to fill, a step into the unknown I had to take, a risk I had to run &#8211; win or lose.</em><br />
<em> For sure I knew what I was going to lose: jobs, money, but also weddings, graduatons and all the other moments that do no need a name to be important to me and the ones I love.<br />
</em><br />
<em> On the other hand, I had no clue of what I was going to find here, and pretty much nothing has gone the way I had expected: unfortunately I&#8217;ve had to learn not to expect anything from anybody, not even when official agreements and contracts have been signed. Of course there have been hard times I have had to deal with, but in the end I can definitely say that everything has been way much better than my best expectations: because of the people I have met, the places I have been, the opportunities that I have had, the experiences I have made and the life I have lived. I dont think I exagerate if I say that I have never felt so alive, never so free.</em></p>
<div id="attachment_3386" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3366/the-lampligher-project/lamplighter_1/" rel="attachment wp-att-3386"><img class="size-full wp-image-3386" title="ritratto light painting" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/lamplighter_1.jpg" alt="ritratto light painting" width="530" height="530" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Carlotta Bertelli, 2013</p>
</div>
<p><em> Free to explore the world and let it change me, free to play with paper and light for a whole month and dedicate this time to the Little Prince, free to tell everybody that I love him and that I believe that somewhere his little planet does exist, free to wonder anywhere around with my camera looking for what you can&#8217;t see and to use my flashlight to make it visible.<br />
</em><br />
<em> This is how<strong><a href="https://www.facebook.com/thelamplighterproject" target="_blank"> The Lamplighter project</a></strong> started, which made me light up everyone and everything I&#8217;ve met on the way, experiencing a truth that not even if I had finished my studies of physics I would have been able to figure out myself: that &#8220;<strong>Light</strong>:, when you share it, turns into &#8220;<strong>Life</strong>&#8220;.</em></p>
<p><em><strong> Ten are the street-lamps that guide the Lamplighter project.</strong><br />
1) The Lamplighter loves light<br />
2) The Lamplighter works in the dark to learn to see with the heart<br />
3) The Lamplighter´s work is beautiful, and since it is beautiful it is useful<br />
4) The Lamplighter never grows up<br />
5) The Lamplighter always carries a flashlight<br />
6) The Lamplighter is open to everyone and everything in the world<br />
7) The Lamplighter´s language is universal<br />
The Lamplighter is slow<br />
9) The Lamplighter´s purpose is not to sell but to show<br />
10) The Lamplighter doesn´t stay behind the camera, he needs to step into the world</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Time Lapse in Vietnam</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 05:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esploratori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Chisana Hoshi]]></category>
		<category><![CDATA[timelapse]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra Saigon e la quiete di Hoi An, il time lapse vietnamita di Elisa Chisana Hoshi. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra Saigon e la quiete di Hoi An, il time lapse vietnamita di <a href="http://www.elisachisanahoshi.com" target="_blank">Elisa Chisana Hoshi</a>.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/64664598?title=0&amp;byline=0&amp;color=030303&amp;autoplay=1" frameborder="0" width="530" height="298"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Daniel Tubío: la fotografia stenopeica è libertà, pazienza e sapere.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 19:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esploratori contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[buenos aires]]></category>
		<category><![CDATA[Esploratori Contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[foro stenopeico]]></category>
		<category><![CDATA[veronica pancheri]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Veronica Pancheri Siamo andati alla scoperta dei fotografi argentini. Oggi la nostra esploratrice contemporanea a Buenos Aires ha intervistato Daniel Tubìo. Daniel Tubío è un fotografo argentino ed insegnante di fotografia. La sua particolarità è la tecnica alla quale si è dedica da quattordici anni a questa parte: la fotografia stenopeica. Questa tecnica consiste nell&#8217;uso di camere oscure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg"><img class=" wp-image-634 alignnone" title="blog sulla fotografia" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2012/09/quadrato_fucsia.jpg" alt="blog sulla fotografia" width="11" height="11" /></a> di <a href="http://www.sevendays-in.com/open/fotografi/veronica-pancheri.html">Veronica Pancheri</a></p>
<table style="background-color: #f8f7f8; width: 530px; padding: 10px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><em><span style="font-size: 10pt;">Siamo andati alla scoperta dei fotografi argentini. Oggi la nostra <a href="http://www.sevendays-in.com/shop/esploratori-contemporanei.html" target="_blank">esploratrice contemporanea</a> a Buenos Aires ha intervistato <strong>Daniel Tubìo.</strong></span></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://www.danieltubio.com.ar/">Daniel Tubío</a> è un fotografo argentino ed insegnante di fotografia. La sua particolarità è la tecnica alla quale si è dedica da quattordici anni a questa parte: <strong>la fotografia stenopeica</strong>. Questa tecnica consiste nell&#8217;uso di camere oscure senza obiettivo, al suo posto c&#8217;è <a title="Il foro stenopeico perfetto. A Padova una serie di workshop organizzati da due makers della fotografia." href="http://magazine.sevendays-in.com/3234/foro-stenopeico/">un forellino</a> che permette la formazione dell&#8217;immagine sul materiale sensibile, carta fotografica o pellicola a sviluppo positivo. Lo abbiamo incontrato a Buenos Aires ed intervistato.</p>
<p><strong>Com&#8217;è iniziato il tuo interesse per la fotografia?</strong><br />
Quando ero piccolo mio padre lavorava come fotografo e mi ricordo che entravo con lui al laboratorio quando stampava le foto. Rimanevo affascinato guardando l&#8217;immagine comparire sulla carta. Credo che questo ricordo abbia molto a che vedere con la mia scelta professionale.</p>
<div id="attachment_3265" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-1/" rel="attachment wp-att-3265"><img class="size-full wp-image-3265" title="foto-stenopeico-tubio-1" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-1.jpg" alt="foto-stenopeico-tubio-1" width="530" height="724" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Serie &quot;Digresiones&quot;</p>
</div>
<p><strong>Quando inizi a dedicarti alla fotografia stenopeica?</strong><br />
Nel 1999. Ebbi un&#8217;idea molto chiara, ma non riuscivo ad ottenere l&#8217;immagine che la risolvesse. iniziai a cercare forme alternative e mi ricordai della tecnica stenopeica.</p>
<div id="attachment_3277" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-2-2/" rel="attachment wp-att-3277"><img class="size-full wp-image-3277" title="foto-stenopeico-tubio-2" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-21.jpg" alt="daniel tubio" width="530" height="716" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Serie &quot;Digresiones&quot;</p>
</div>
<p><strong>Qual era la idea?</strong><br />
Era una metafora della capacità del fotografo di “vedere” le proprie foto. Volevo un&#8217;immagine che avesse uno punto di luce centrale ed il resto più oscuro, ma la volevo realizzare senza l&#8217;ausilio di luce artificiale e in esterno. Con la tecnica stenopeica riuscii ad ottenerla in piena luce diurna e fu amore.</p>
<div id="attachment_3278" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-3-2/" rel="attachment wp-att-3278"><img class="size-full wp-image-3278" title="foto-stenopeico-tubio-3" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-31.jpg" alt="foto stenopeica" width="530" height="527" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Serie &quot;Ciudad fantasma&quot; Vapor de la Carrera</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3274" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-4/" rel="attachment wp-att-3274"><img class="size-full wp-image-3274" title="foto-stenopeico-tubio-4" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-4.jpg" alt="foto stenopeica" width="530" height="526" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Serie &quot;Ciudad Fantasma&quot; Obelisc</p>
</div>
<p><strong>Come definiresti la fotografia stenopeica?</strong><br />
Libertà, potersi creare un&#8217;immaginario proprio costruendo la fotocamera a tua immagine e somiglianza. Pazienza e sapere: per poterla sfruttare al massimo è indispensabile un&#8217;ottima tecnica fotografica.</p>
<div id="attachment_3279" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-5-2/" rel="attachment wp-att-3279"><img class="size-full wp-image-3279" title="foto-stenopeico-tubio-5" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-51.jpg" alt="foro stenopeico" width="530" height="554" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Alcune delle fotocamere stenopeiche di Daniel Tubío</p>
</div>
<p><strong>Come nasce un progetto?</strong><br />
Generalmente a partire da un testo che leggo: un libro, un articolo, una canzone, … In alcuni casi nascono dall&#8217;immagine stessa. Soprattutto all&#8217;inizio, fabbricavo una fotocamera solo per vedere che risultati dava e se mi piacevano continuavo la ricerca.</p>
<div id="attachment_3280" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-6-2/" rel="attachment wp-att-3280"><img class="size-full wp-image-3280" title="foto-stenopeico-tubio-6" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-61.jpg" alt="daniel tubio argentina" width="530" height="515" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, La fotocamera di &quot;Visiones Encontrdas&quot; mentre registra un&#39;immagine</p>
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<p><strong>Qual é il tuo progetto preferito e perché?</strong><br />
Ti direi che il progetto preferito è quello che devo ancora fare, ma parlando di quelli già realizzati è “Visiones Encontradas”, perchè rappresenta al meglio il mio processo di lavoro: l&#8217;idea nata dalla lettura, la costruzione della macchina, la fase di prova, fino ad arrivare alla produzione delle immagini.</p>
<div id="attachment_3281" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-7-2/" rel="attachment wp-att-3281"><img class="size-full wp-image-3281" title="foto-stenopeico-tubio-7" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-71.jpg" alt="fotografia stenopeica" width="530" height="174" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubia, Stenopi usati per la serie &quot;Visiones Encontradas&quot; una parte di una lampada una parte di una ruota una parte di un auricolare</p>
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<p><strong>Parlaci di Visiones Encontradas&#8230;</strong><br />
L&#8217;idea nasce da un testo di <a href="http://www.peeterlaurits.com/" target="_blank">Peteer Laurits</a> che dice che siamo circondati da immagini stenopeiche formate da oggetti quotidiani: una serratura, una fessura nelle tende, … Ho immaginato una fotocamera che usasse questi dispositivi naturali. Gli oggetti che incontravo presentavano fori molto grandi, così iniziai ad aumentare le dimensioni del corpo macchina fino ad usare le casse di due vecchi monitor di computer.</p>
<div id="attachment_3282" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-8-2/" rel="attachment wp-att-3282"><img class="size-full wp-image-3282" title="foto-stenopeico-tubio-8" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-81.jpg" alt="fotografia stenopeica" width="530" height="717" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Serie &quot;Visiones Encontradas&quot; 1 maggio 2003</p>
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<div id="attachment_3283" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-9-2/" rel="attachment wp-att-3283"><img class="size-full wp-image-3283" title="foto-stenopeico-tubio-9" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-91.jpg" alt="fotografia grande formato" width="530" height="717" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Serie &quot;Visiones Encontradas &quot; 1 maggio 2002</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qual è la reazione della gente quando ti vede con le tue fotocamere?</strong><br />
Le prime volte era molto divertente: vedevano il cavalletto e si aspettavano una fotocamera tradizionale ed invece c&#8217;era qualsiasi altra cosa. Quando lavoravo a Visiones Encontradas usavo la bicicletta come cavalletto, sembravo un pazzo: con un monitor nel cestello e mettendoci dieci minuti a parcheggiarla, in realtà stavo cercando l&#8217;inquadratura perfetta.</p>
<div id="attachment_3273" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-10/" rel="attachment wp-att-3273"><img class="size-full wp-image-3273" title="foto-stenopeico-tubio-10" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-10.jpg" alt="foto stenopeica" width="530" height="718" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Serie &quot;Visiones Encontradas&quot; 1 maggio 2003</p>
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<p><strong>Qual é il tuo prossimo progetto?</strong><br />
É una parodia del lavoro di <a href="http://www.anseladams.com/" target="_blank">Ansel Adams</a>: la fotocamera, il negativo e la stampa. É nato dal trovare una serie di cornici molto ben conservate, ho pensato che sarebbero state perfette per una mostra. Poi ho immaginato di costruire una fotocamera per ognuna di esse. Alla fine mi è venuta l&#8217;idea di esporre insieme le stampe incorniciate, le fotocamere ed i negativi: un Ansel Adams completo!</p>
<div id="attachment_3275" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><a href="http://magazine.sevendays-in.com/3252/daniel-tubio/foto-stenopeico-tubio-11/" rel="attachment wp-att-3275"><img class="size-full wp-image-3275" title="foto-stenopeico-tubio-11" src="http://magazine.sevendays-in.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-stenopeico-tubio-11.jpg" alt="fotografia stenopeica" width="530" height="704" /></a>
<p class="wp-caption-text">© Daniel Tubio, Serie &quot;Visiones Encontradas &quot; 25 maggio 2003</p>
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<p><strong>Quale prospettiva vedi per la fotografia estenopeica?</strong><br />
Secondo me è in auge come non lo è mai stata. Internet ha favorito lo scambio di esperienze tra i fotografi che usano questa tecnica e ne ha permesso lo sviluppo. Per farti un esempio, alla prima edizione della <a href="http://www.pinholeday.org/" target="_blank">giornata internazionale delle fotografia stenopeica</a>, nell&#8217;aprile 2001, parteciparono circa 300 foto provenienti da 20 paesi. Nel 2011, l&#8217;anno del decennale, 3500 fotografie da 74 paesi.</p>
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